Top ten Agosto

La classificona di agosto, i piu’ letti e, forse, piaciuti.

Un sistema che ha buchi grossi come una casa, lo sappiamo noi e lo sapete pure voi, non è detto che un articolo piu letto sia migliore di un altro. Sarà un Post gigante,lunghissimo perchè ci piace pensare che qualcuno abbia voglia di leggerlo tutto in una volta con una birra in mano per vedere cosa si è perso nel mese. Shotsandbeers mica per niente.  

10° Posizione – 5 errori da non commettere in un ritratto

Quando ti approcci alla fotografia di ritratto, dovresti sapere che si sono degli errori da evitare. Di seguito ti mostrerò delle immagini per aiutarti a capire ed evitare di fare questi errori.

1. Mento in Avanti

Problema: In ogni foto il collo deve essere visibile. Cerca di non far inclinare la testa in avanti, altrimenti lo sguardo diventerà pesante e ostile. Soluzione: Prova a far alzare leggermente il mento spingendolo quasi in avanti. Questo potrebbe essere insolito, ma il collo apparirà più sottile e il tuo aspetto sarà più elegante e snello.  

2. Non mostrare i gomiti

Problema: Un braccio il cui gomito guarda direttamente verso la telecamera sembra innaturale e accorciato. Inoltre, se la mano è sul collo o sulla testa, questo rompe le proporzioni, rendendo la tua foto più pesante. Soluzione: Ricorda che se la mano appare in una foto, dovrebbe essere visibile e aiutarti a evidenziare i tuoi dettagli. Portare leggermente il gomito su un lato in modo che le linee siano chiaramente visibili.  

3. Evidenzia il viso.

Problema: Stringere la mano a pugno per una foto o appoggiarvi il viso non è l’idea migliore. Questa posizione sembra pesante e innaturale. Soluzione: E’ meglio evidenziare il contorno con le dita. Per rendere la mano rilassata e naturale, prova a farle prendere una penna con due dita e poi rimuovi la penna lasciando la mano nella stessa posizione.

4. Attenzione alla postura

Problema: Quando siamo seduti, la postura è tutto. E’ necessario fare molta attenzione a quello che è (ormai) il nostro modo sbagliato di sederci. Soluzione: Prima di tutto la schiena deve essere dritta, altrimenti rischiamo di aggiungere volume al ventre, poi attenzione al collo e alle spalle, che devono seguire la postura corretta e non essere piegati e incurvati.  

5. Attenzione all’angolo dell’inquadratura

Problema: Evitiamo assolutamente di far sedere la modella con le gambe che puntano dritto all’obbiettivo. Soluzione: Creiamo un angolo inclinato rispetto alla fotocamera, facendo girare lievemente verso un lato la modella.  

9° posizione – La ritrattistica che fa male

    Ho sfogliato la gallery almeno 30 volte e l’unica cosa di cui sono certo è il senso di dolore che lascia, disturbante sotto certi punti di vista, fa proprio male. Ammetto di non trovare una chiave di lettura precisa, in qualche maniera si sta parlando di un corpo che non viene riconosciuto da se stessi, ma sento mi manchi qualcosa. Voi cosa ne pensate? Elizaveta Porodina    

8° Posizione – Uno di noi: Daniele Guerrieri

    Diventi un osservatore prima indiscreto, poi complice, non capisci se stai violando uno spazio oppure se sei invitato ad entrarci. Un bel riassunto dell’amore, quel tipo di amore che ognuno di noi ha provato, fatto di diffidenze che fai fatica a ricordare se siano state giuste o sbagliate. In quelle auto d’estate o in qui parcheggi a novembre. Photographer Daniele Guerrieri Model Eir Asir Se vuoi entrare anche tu a far parte della nostra community, iscriviti al nostro gruppo Facebook. Chi è Daniele Guerrieri? Barista da 20 anni ,uso una macchina fotografica da più o meno 15 perché soffro di perdita di memoria a lungo termine. Ovvero non ricordo gli avvenimenti passati salvo non sia successo qualcosa di importante o che mi abbia segnato particolarmente, per questo ho iniziato a fotografare , più che altro per ricordo. 8 anni fa una mia ex mi ha fatto conoscere un fotografo che mi ha inizializzato, se così possiamo dire, alla fotografia quella un pelo più seria . Ho iniziato a fotografare in discoteca per poi passare ai matrimoni di cui mi occupo ancora oggi ,ma come secondo fotografo. Ho iniziato a studiare il ritratto perché è quello che mi stimola mentalmente di più e sperimentando molto anche con la post produzione. Cosa che credo utile a terminare già una buona foto.. Uso ogni regola possibile anche nelle fotografie che riguardano le mie vacanze ,la mia famiglia, giusto per esercitare la mente.    

7° Posizione – Persone falze !1!11!

      “Viviamo in un mondo di apparenze. Nella vita reale e nel mondo digitale. Giochiamo a ruoli, personaggi. Ma le apparenze sono spesso false o ingannevoli.” Dice l’autore.  “Vero!sono tutti falzi!”risponderebbero alcuni con la combo gattinopuccioso/ tazzinacaffè terminando con la fatality “buona luce”. Noi magari non li prenderemo cosi seriamente, ci limiteremo a immaginare la gente comune di questo ipotetico mondo futuro, il vicino di casa che torna con la borsa della spesa o la biondina polacca del piano di sopra. (No, non fa la cam girl, ho già controllato io) Questo gran lavoro ci porterà a sbirciare nella loro intimità, disturbati solo dal collega che passandoci dietro sentenzierà con un secco “makuestanonèfotokrafia!!!”. Ricorda filmoni come “ex-Machina” per ragioni abbastanza ovvie, ma ci si rivede anche qualcosa della serie Black-Mirror, un po’ per la  assurda leggera ironia di alcune scene, un po’ per queste ambientazioni uscite dal catalogo Ikea mixate a roba bella tecnologica. Tutto questo è stato fatto da Nicolas Bigout    

6° Posizione – Muses Underwater è una droga per gli occhi

    Siamo sott’acqua. Siamo in un mondo surreale, siamo in un caos delicatissimo, colorato, avvolgente. Questa fotografa vede cose che noi non vediamo, questa fotografa sa cose che non ci vuole dire. E’ una droga per gli occhi, da fare le valige e trasferirsi a vivere in una sua stampa, per sempre. Christy Lee Rogers è ossessionata dall’acqua, dice. (La gallery la trovi sotto ai video) INSTAGRAM  FACEBOOK  

5° Posizione – 4 errori da non commettere in post-produzione

  La post-produzione è un argomento particolarmente delicato e ci sono sempre discussioni riguardanti “post-produzione o non post-produzione”. Il modo in cui scegli di post-produrre le tue immagini è una tua scelta. Non c’è necessariamente un modo giusto o sbagliato per farlo, ma, detto questo, ci sono alcuni “errori” che abbastanza regolarmente vengono fatti  specialmente tra i fotografi principianti.  
Alcuni di questi errori sono ovvi mentre altri, non così tanto. Ciò che hanno in comune, però, è che sono errori che molti di noi sono consapevoli di aver fatto. Scopriamo quali sono…

1.Non considerare il colore

Cominciamo da un errore che la maggior parte di noi sta facendo o ha fatto e che non è necessariamente così ovvio per tutti, le armonie dei colori.

Le armonie dei colori potrebbero essere più facili da controllare nei ritratti o nella fotografia in studio, ma se stiamo fotografando paesaggi, dobbiamo lavorare con le condizioni che la natura ci offre. A volte, il nostro compito è trovare ordine nel caos ed evidenziare gli aspetti più interessanti del paesaggio. In effetti, questo non è un compito facile.

 

 
Le discussioni possono essere varie e di pareri completamente opposti quando si inizia a parlare di lavorare con i colori in natura. Non siamo qui per dire cosa dovresti o non dovresti fare ma ti daremo un paio di idee su come lavorare con il colore in fase di post-produzione:
 
  1. Usa i cursori HSL in Lightroom / Camera RAW per regolare le tonalità di alcuni colori per creare una migliore armonia cromatica nell’immagine.
  2. I cursori HSL possono anche essere utilizzati per desaturare i colori che sono troppo dominanti e che distolgono l’attenzione dal soggetto principale.
  3. Crea dei livelli in Photoshop per lavorare selettivamente sulla luminosità, saturazione e contrasto di aree specifiche all’interno di un’immagine utilizzando le maschere di livello.
L’obiettivo quando si lavora con i colori dovrebbe essere quello di evidenziare solo quelli che sono in armonia tra loro. Puoi aiutarti con la ruota dei colori per verificare che tutti i colori dell’immagine siano in armonia o se hai bisogno di desaturare (o saturare) qualche dettaglio.  
 

2. Lavorare in modo globale su tutta l’immagine

Un altro errore comune che facciamo è quello di andare a lavorare in modo globale su tutti i colori dell’immagine, ad esempio, se avessimo un prato verde  il modo tradizionale per aumentare il colore è utilizzare il pannello  Saturazione. Questo però aumenterà tutta la saturazione della nostra immagine,che si traduce in caos visivo piuttosto che una piacevole sensazione per chi guarda. Nell’errore numero uno, abbiamo brevemente menzionato i cursori HSL per fare le regolazioni. Usando questo pannello puoi variare solo un colore specifico piuttosto che tutti i colori dell’immagine. Usando il cursore Saturazione verde puoi scegliere come target solo i colori verdi e apportare una regolazione solo al nostro prato.  
  Tuttavia, non è solo quando si regola la saturazione che si dovrebbe lavorare in modo selettivo. Personalmente, eseguo regolazioni selettive (spesso tramite le maschere di livello in Photoshop) quando lavoro con colori, contrasto, luminosità e praticamente qualsiasi altra regolazione che si possa pensare.  

3. Chiarezza al 100%

  Potresti non volerlo sentire ma aumentare la chiarezza al 100% con Lightroom è raramente una buona idea, specialmente quando viene aggiunto a livello globale. Mentre sono d’accordo sul fatto che l’aggiunta di chiarezza può spesso dare un tocco in più all’immagine, in quanto mette in evidenza trame e dettagli piacevoli, fa più male che bene quando viene applicata all’intera immagine. Aggiunge anche una notevole quantità di rumore e riduce la qualità complessiva del file. Diamo un’occhiata a un esempio. Nell’immagine qui sotto ho aumentato la chiarezza al 100%. (Oltre a ciò, non sono stati apportati altri aggiustamenti). Mi piace come abbia fatto emergere un sacco di texture nella montagna, ma il primo piano ora contiene altrettanta texture e quindi distoglie l’attenzione dalla montagna.  
  Se invece aggiungessimo chiarezza alla montagna usando filtro sfumatura vedrai che otterraia una grande differenza rispetto all’immagine sopra. C’è ancora una bella trama nella montagna, ma il primo piano è ora meno nitido e funziona come una linea guida naturale. Nota: preferisco usare una maschera in Photoshop e aggiungerla alla sola montagna, in quanto un filtro gradiente modificherebbe più zone del necessario. Ma puoi usare lo strumento pennello per modificare anche il filtro gradiente in LR.  
  Tieni presente che desideri che le aree più importanti dell’immagine siano più nitide. Naturalmente, gli occhi dello spettatore vengono guidati nelle parti più nitide dell’immagine. Inoltre, non ha senso aggiungere chiarezza a superfici morbide come un cielo blu o acqua setosa.  

4. Le macchie sul sensore

  A meno che tu non abbia una fotocamera nuova di zecca o sei una superstar quando si tratta di avere un’apparecchiatura pulita, è probabile che avrai almeno un po’ di macchie sulle tue immagini. Sicuramente hai dello sporco sul sensore. Questo è particolarmente probabile se fotografi regolarmente in condizioni difficili, tra cui vento, neve, pioggia e sabbia. Rimuovere le macchie sul sensore è semplicissimo e non richiede più di qualche minuto, quindi davvero non ci sono scuse per non farlo. Devi ammetterlo, sembra piuttosto poco professionale se hai una bella foto ma ha un mucchio di macchie nel cielo. Tu la appenderesti al muro? Tieni presente che se si ingrandiscono e si stampano le foto, anche i più piccoli punti di polvere diventano visibili. Pertanto, è buona norma ingrandire il 100% dell’immagine per cercare eventuali punti di polvere. Quando ne trovi uno, usa semplicemente lo Strumento di rimozione  macchie di Lightroom e passa a quello successivo o al pennello correttivo al volo in Photoshop. Può essere un lavoro noioso se hai un obiettivo o un sensore estremamente sporco ma deve essere fatto.  

Conclusioni

Per concludere, voglio dire un’ultima cosa: La cosa più importante è che tu sia felice con le immagini che scatti ed elabori. Se ti piacciono le immagini altamente sature, fallo. Se ti piacciono gli orizzonti inclinati, fallo. Rimani fedele al tuo stile e alla tua visione e crea l’arte che desideri: Non permettere a nessuno di decidere come dovrebbero essere le tue foto.  
Tradotto e adattato, fonte.  

4° Posizione – “Amori nomadi” è una serie notevole

    “Amori Nomadi” si concentra su alcune famiglie circensi. Lavorano per se stessi, le loro famiglie e i loro compagni d’avventura. Il circo è molte cose: arte,creatività, pazienza,preparazione, allenamento fisico e lavoro manuale. Per non parlare delle ore di preparativi i e lunghi giorni di estenuanti test, tutto questo per pochi dollari. Tutti sognano una casa e stabilità. Invece, ti accorgi di essere ancora nella tua roulotte, sotto il tendone o all’aperto davanti a un pubblico di 60 persone.  Stephanie Gengotti, fotografa romana ne fa una ritrattistica efficace, che arriva dritta senza enfatizzare troppo il concetto di nomadismo. Ci mostra delle famiglie, a casa loro.  

3° Posizione – Motel Series è esattamente come immagineresti un motel

    Immagina un Motel anni 70 , esattamente con quella luce e con quella polvere. Immagina la gente,le loro storie, i loro intrecci, i loro drammi le loro solitudini. Tutto questo è Motel Series. Thibault, fotografo francese, per realizzare questa serie ha trasformato il suo appartamento in uno studio, ricreando una stanza tipica di un motel anni 70. La serie Motel racconta tutte le storie che possono accadere in un unico luogo con diverse persone e situazioni. Ogni immagine ha la sua storia alcune si intrecciano tra di loro.  

2° Posizione – Questa generazione di fotografi ti distruggerà.

    Paulina J. Koltun, polacca classe 1992, romana di adozione. Consegue il diploma di maturità alla Cine-Tv di Roberto Rossellini, prosegue come autodidatta, concentrando gli studi  sulla post in Photoshop.  1 9 9 2. Lo riscrivo perché magari non è chiaro MILLE-NOVECENTO-NOVANTADUE. Ti ricordi quel discorso che la fotografia evolve ma tu invece son 15 anni che discuti sui internet di quanto sia nitido il tuo obbiettivo? Ecco segnati questo nome,  lei e la sua generazione ti aprirà il culo. Letteralmente. Mi spiace, ma è la selezione naturale:sarebbe come pensare di sopravvivere ad un invasione aliena difendendosi a colpi di clava. Flower power è un lavoro potente, ciliegina sulla torta la presenza di Verdiana Meneghini (ma su questo sono poco obbiettivo, nutro per lei un amore tipo fan 13 enne a un concerto di Ed Sheeran)  Gallery, in fondo. SITO     INSTAGRAM  FACEBOOK   Pubblicazioni: – SHOT! Magazine .. 2016 – Professional Photoshop May 2017 – FotoCULT August 2017 – Professional Photoshop August 2017 – Web designideas May 2017 – SHUBA MAGAZINE ART ISSUE VOL 1 October 2017 – Dark beauty magazine November / december 2017 – Digital camera It December 2017 – Rocketlight Mag (texas) November 2017 – Professional Photoshop December/january 2018 – Practical Photography UK January 2018 Prize e co 1st place Behance Reviews Roma (organizzato da Nois3)2016 2st place Behance Reviews Roma (organizzato da DAFX Romaeur academy) 2017  

1° Posizione – Come diventare, improvvisamente, fotografi di nudo artistico

  Chiariamo subito un concetto: il nudo artistico NON ESISTE, ma il nostro amico fotografo questo non lo sa e se ne sbatte i coglioni. Un po’ come la storia del calabrone che non ha la struttura per ecc ecc , ci siamo capiti. Un culo è un culo, sempre. Non è  mai artistico. Non c’è nessuna arte in un culo, ci sono foto che funzionano e foto che non funzionano, ma quel culo, in piedi o a pecora è sempre un culo. Non cambia mai, che voi lo chiamate arte,nudo o porno.     Ovviamente è concetto comune attribuire il fascino del nudo artistico solo ed esclusivamente alle foto in bianco e nero e il nostro amico fotografo questo lo sa bene. Come primo passaggio desaturerà completamente lo scatto , iniziando a donare alla foto quel tocco di classe che altrimenti non gli permetterebbe di entrare nella categoria “nudo artistico”, confinandolo,invece, nel becero “nudo volgare”     Vedete come si respira già di più’ un aria artistica? Dopo aver tolto via il colore, il buon fotografo di nudo artistico si preoccuperà giustamente di dare una certa profondità alla foto, non avendo le idee chiarissime su certe dinamiche luci e ombre, probabilmente virerà la regolazione curve in photoshop a caso, cercando di ottenere quella sorta di atmosfera erotica che in origine non aveva manco per il cazzo.     La strada gli sembrerà quella giusta, ma lui non ha scaricato mille preset lightroom o azioni photoshop per niente, pertanto inizierà a provarne una decina, finchè non otterrà i risultati sperati: il vintage, con le sue vignettature tanto old school, lo farà sobbalzare sulla sedia entusiasta. Si allontanerà dalla sua idea iniziale di bianco e nero più preoccupato di come reagiranno i suoi compagni di avventura, di fronte ad una scelta cosi rivoluzionaria, che del risultato finale.     La sua piccola creatura di nudo artistico sta prendendo forma, manca ancora qualche dettaglio, tipo iniziare a levigare la pelle con metodi assolutamente innovativi, di cui solo lui pero’ ne conosce la tecnica esatta.     Il nostro amico è soddisfatto del lavoro, sente già la folla urlare il suo nome, si immagina nella hall of fame del nudo artistico, ma ricorda quella volta che in post produzione aveva aggiunto il flare dietro il campanile del suo paesiello, e decide, inspiegabilmente, di aggiungere lo stesso effetto in alto a destra. Cosi all’improvviso, il genio: dall’anta della cucina compare una luce soft, tipica del tramonto capoverdiano. Tutto diventa poesia.   Guarda lo schermo stupefatto , quasi commosso. Davanti a lui, finalmente, nella sua più completa definizione , compare il NUDO ARTISTICO. Un’ opera pero’ , non si puo’ considerare tale se prima  non viene firmata. Come fanno i veri artisti.     Adesso non ha più tempo da perdere dietro le quisquilie legate all’arte, deve correre a postare la propria foto su facebook, la didascalia reciterà: “nikon d800 + nikkor 50mm 1.8 + modella calabrese +cucina arancione NO POST”     Siamo accumulatori seriali di stimoli fotografici, ci potrai trovare tutti sul nostro gruppo Facebook. Potrai proporci i tuoi lavori per un eventuale pubblicazione sul sito nella sezione #UnoDiNoi Se l’articolo ti è piaciuto valuta di condividerlo , basta un semplice click. (tanto è gratis) 😉

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Fotografo, scrivo robe e penso cose. Vivo a Gran Canaria, dove ho fondato e dirigo ShotsandBeers.it. Se vuoi collaborare con noi, oppure semplicemente vorresti pubblicare i tuoi lavori, contattami sul profilo facebook che trovi subito qui sotto.

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