Come diventare, improvvisamente, fotografi di nudo artistico

Chiariamo subito un concetto: il nudo artistico NON ESISTE, ma il nostro amico fotografo questo non lo sa e se ne sbatte i coglioni.
Un po’ come la storia del calabrone che non ha la struttura per ecc ecc , ci siamo capiti.

Un culo è un culo, sempre. Non è  mai artistico.
Non c’è nessuna arte in un culo, ci sono foto che funzionano e foto che non funzionano, ma quel culo, in piedi o a pecora è sempre un culo.
Non cambia mai, che voi lo chiamate arte,nudo o porno.

 

 

Ovviamente è concetto comune attribuire il fascino del nudo artistico solo ed esclusivamente alle foto in bianco e nero e il nostro amico fotografo questo lo sa bene.
Come primo passaggio desaturerà completamente lo scatto , iniziando a donare alla foto quel tocco di classe che altrimenti non gli permetterebbe di entrare nella categoria “nudo artistico”, confinandolo,invece, nel becero “nudo volgare”

 

 

Vedete come si respira già di più’ un aria artistica?

Dopo aver tolto via il colore, il buon fotografo di nudo artistico si preoccuperà giustamente di dare una certa profondità alla foto, non avendo le idee chiarissime su certe dinamiche luci e ombre, probabilmente virerà la regolazione curve in photoshop a caso, cercando di ottenere quella sorta di atmosfera erotica che in origine non aveva manco per il cazzo.

 

 

La strada gli sembrerà quella giusta, ma lui non ha scaricato mille preset lightroom o azioni photoshop per niente, pertanto inizierà a provarne una decina, finchè non otterrà i risultati sperati: il vintage, con le sue vignettature tanto old school, lo farà sobbalzare sulla sedia entusiasta.
Si allontanerà dalla sua idea iniziale di bianco e nero più preoccupato di come reagiranno i suoi compagni di avventura, di fronte ad una scelta cosi rivoluzionaria, che del risultato finale.

 

 

La sua piccola creatura di nudo artistico sta prendendo forma, manca ancora qualche dettaglio, tipo iniziare a levigare la pelle con metodi assolutamente innovativi, di cui solo lui pero’ ne conosce la tecnica esatta.

 

 

Il nostro amico è soddisfatto del lavoro, sente già la folla urlare il suo nome, si immagina nella hall of fame del nudo artistico, ma ricorda quella volta che in post produzione aveva aggiunto il flare dietro il campanile del suo paesiello, e decide, inspiegabilmente, di aggiungere lo stesso effetto in alto a destra.
Cosi all’improvviso, il genio: dall’anta della cucina compare una luce soft, tipica del tramonto capoverdiano.
Tutto diventa poesia.

 


Guarda lo schermo stupefatto , quasi commosso.
Davanti a lui, finalmente, nella sua più completa definizione , compare il NUDO ARTISTICO.
Un’ opera pero’ , non si puo’ considerare tale se prima  non viene firmata.
Come fanno i veri artisti.

 

 

Adesso non ha più tempo da perdere dietro le quisquilie legate all’arte, deve correre a postare la propria foto su facebook, la didascalia reciterà:

“nikon d800 + nikkor 50mm 1.8 + modella calabrese +cucina arancione NO POST

 

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